domenica 10 gennaio 2010

L'arte non è conoscenza. Credo che questa sia una grandissima ipocrisia di due soggetti che ai mondi artistici vi si approcciano più frequentemente: chi ne è dedito con tutto se stesso, e chi invece la considera irrilevante e irriguardante

Il primo gruppo di soggetti è sostanzialmente così autoreferenziale che finisce per etichettarsi come critico, riducendosi in quella casta che di arte ne capisce tanto (forse troppo) ma che non comprende neanche un mezzo artisticciuccolo di strada: la completa assuefazione dalla teoria che non lascia alcun spazio alla pratica. L'autoreferenzialità di questi soggetti porta alla distruzione dell'essenza di una qualsiasi opera d'arte (che può essere anche una scorreggia, se fatta bene).
Questo primo gruppo di soggetti, decisamente elitario e padrone degli strumenti di conoscenza artistica (a senso loro) sentenzia costantemente l'esigenza: "dello studio" "di conoscere" "di bisogno di sapere"

Io molto terra terra e sinceramente, senza dilungarmi in altre teorizzazioni che mi portano tra l'altro a utilizzare un linguaggio a me poco consono: uno che se ne fa di tanto studio, tanto sapere, tanto materiale, se poi non sa neanche utilizzarlo? Per se stesso, e per gli altri!
Finisci per avere un grandissimo magazzino stracolmo di roba, ma poi quando hai la necessità di una cosa in particolare, non riesci a trovarla. E fondamentalmente l'arte è emozione, sensazioni, pensieri irrazionali, e trasporto: non c'è nulla che porta alla concettualizzazione, alla caterogizzazione, non dovrebbe essere così, dovrebbe essere presa come un assunto puro e depurificato da qualunque signficato noi vogliamo dargli. Perchè non siamo noi a doverglielo dare, se intendiamo farlo, scriviamo una canzone, o un libro; se vogliamo osservare, guardare, e ascoltare, dobbiamo cercare di capire e di sentire, piuttosto che pretendere di spiegare
E questo pian piano purtroppo si perde

Giusto per fare un esempio: io conosco ogni singola nota di questo pezzo: ogni passaggio di batteria, tutte le variazioni sui riff, tutte le vocalizzazioni presenti (anche se in sto video si sentono poco e niente)
Eppure mi dico solo una cosa: MA CHE COS'E?!?!?!


E poi si, a sto punto posso cercare una spiegazione. Ma non una spiegazione a quello che loro 4 volevano dire o trasmettere, ma una spiegazione a quello che poi io ho ricevuto, e del perchè mi appassiona così tanto: e dico solo una cosa
Mai, e poi mai credo, qualcuno riuscirà a riprodurre quel suono. I movimenti della mano sono ben visibili: niente di particolare. Ma quel suono, è irriproducibile, e non c'è tecnologia o analisi computerizzata delle onde sonore che possa tenere (che poi è anche ciò che ci rende umani: p.s. mi piacciono un sacco i film in cui si sottolinea il concetto di umanità in quanto caratteri fondamentali dell'essere umano)
E nessuno mai potrà riprodurre qualcosa di simile: perchè chi non accetta questa musica, di norma diventa un mero esecutore (metallaro, progressive o glam che sia). Chi l'accetta, tenta di riprodurla minuziosamente, e mai arriverà a un simile livello (e nel caso in cui ci arrivi, sarà sempre e solo una copia)
Bisogna far proprio l'assunto di fondo, poi si, imparare a suonicchiare qualcosa perchè il mezzo è semrpe importante, ma una comprensione del mondo (e non una spiegazione) ha sempre maggiore importanza